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Festival - IL KAPPA FUTUR FESTIVAL AL TOP

22 Giugno 2018

IL KAPPA FUTUR FESTIVAL AL TOP

a settima edizione di Kappa FuturFestival, che sabato 7 e domenica 8 luglio porterà al Parco Dora di Torino alcuni tra i nomi più prestigiosi del panorama musicale mondiale dell’elettronica, è alle porte. Tra ritorni e new entry tanti i nomi attesi tra cui Eric Prydz, Fatboy Slim, Apparat, Dj Tennis, Amelie Lens e Giorgia Angiuli. Quest'anno l’area del Parco Dora dedicata al festival si allarga con un quarto stage, per una superficie totale di 70mila mq. Del resto il trend di crescita del pubblico del Kappa è sempre positivo, quest’anno saranno 76 le nazioni rappresentate al KFF. A tutti gli effetti il festival di musica elettronica più importante d’Italia e tra i più rilevanti d’Europa.

Il trailer ufficiale di KFF18, curato da Alì Toscani in collaborazione con Elephant Studio, ha come colonna sonora "Ich muss weg", brano inedito di Solomun, producer e icona della scena elettronica europea atteso al festival sabato 7 luglio.

 


Il segreto del KFF non è solo nella location e nella line up, ma nella capacità dell’organizzazione di essere sempre all’avanguardia. Dal 2017 al 2019 Kappa FuturFestival partecipa al progetto MONICA nell’ambito del Programma europeo di ricerca ed innovazione Horizon 2020.  Il progetto ha come obiettivo la sperimentazione di tecnologie che usano l’Internet of Things per facilitare la gestione della sicurezza e l’impatto acustico di grandi eventi open air. Primo festival in Italia ad aver introdotto la tecnologia cashless si conferma tra i “most consumer friendly” festival in Italia dedicando grande importanza ai temi dell’innovazione e assicurando un facile accesso alle informazioni, pacchetti ticket+hotel a prezzi accessibili e un sistema di acquisto di biglietti semplice e veloce con Movement Ticketing System. Infine fin dalle prime edizioni diverse iniziative green per sensibilizzare al riciclo, il progetto TRASHed Art of recycling ne è un esempio.

A due settimane dall’evento abbiamo intervistato il direttore artistico e factotum Juni Vitale (nella foto copertina con Maceo Plex e sotto), che ci ha raccontato tutte le novità di questa edizione. Si è parlato anche di Movement (con nuove date da segnare in agenda), Sonus e di Derrick May.

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Ciao Juni! Nel capodanno 2008 è partito il progetto che ha portato alla nascita del Kappa. Quindi con il Kappa di quest’anno festeggiate 10 anni di attività, giusto?

Ciao Alessandro. Mi fa piacere che mi fai questa osservazione, anche se io considero la data zero del Kappa nel 2012. Ossia da quando si chiama Kappa FuturFestival e da quando siamo a Parco Dora. Prima sono state singole iniziative, sicuramenti importanti per il know-how, ma sono state esperienze preliminari. Di certo eventi che ci hanno permesso di collaudare location e format diversi. Sono state oltre dieci le venue torinesi che abbiamo sperimentato, tra queste ricordo l’Oval nel complesso del Lingotto. Anni imprenditorialmente importanti, ricchi di gioie e dolori, quindi diciamo che è più giusto dire che Kappa FuturFestival festeggia il proprio settimo anno.


Gli obiettivi dell’edizione 2018?

Come ogni anno il primo obiettivo è quello di migliorare l’esperienza del nostro pubblico da tutti i punti di vista. A partire dall’acquisto del biglietto e la ricezione di tutte le informazioni necessarie in modo semplice e fluido. Poi ovviamente c’è l’esperienza live sulla quale lavoriamo incessantemente. Sono due principalmente i punti di vista dell’esperienza al festival: il primo è quello strumentale/logistico, quindi parliamo degli ingressi, la somministrazione, la mobilità all’interno dell’area festival. Poi c’è l’esperienza artistica, e quest’anno credo abbiamo arricchito ulteriormente la nostra line up. Nell’arricchimento abbiamo introdotto un quarto stage.

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Una grande novità il quarto stage, visti i numeri in crescita se ne sentiva il bisogno?

Il quarto stage apre un’altra area del parco e si chiamerà Futur. La line up avrà una matrice di techno pura e Adam Beyer con Drumcode presenterà gli artisti della sua etichetta. Altra caratteristica del nuovo palco è la sua collocazione in una nuova area, chiamata Roseto, non accessibile nelle precedenti edizioni. Abbiamo dovuto affrontare diversi problemi di natura logistica e organizzativa, ma sarà una location davvero futuribile. L’ambizione quest’anno è di arrivare a 50.000 clubber, lo scorso anno sono stati circa 43.000. Quindi un incremento di circa il 20%. Di conseguenza il quarto stage era necessario anche per aumentare l’area del festival. È chiaro però che questa scelta non è data dall’esigenza di far cassa, ma come si diceva prima solo per migliorare l’esperienza festival e collaudare un’area del parco inesplorata. Quello che ci muove è sempre la passione, conto economico e pubblico ne sono la conseguenza.


Parliamo del dopo Kappa, continua la collaborazione con Sonus?

Lo scorso anno è andata molto bene, del resto i ragazzi di Cosmopop oltre ad essere degli amici sono dei grandi professionisti. Ho visto un Sonus molto diverso da quello che immaginavo. Credevo di trovare molti italiani e invece ho notato un pubblico internazionale che premia il loro lavoro. Quest’anno come Movement non solo si replica, ma si cresce perché avremo un party in più. Quindi il Movement Day si svilupperà con due party, uno il mercoledì e uno il giovedì a chiusura del Festival. Il primo giorno ci sarà un happening con Ralf, mentre la sera ci saranno Maceo Plex e Ben Klock. Infine giovedì chiuderemo con il party di Sven Vath, che quest’anno non sarà a FuturFestival. Questo sarà il secondo anno di un accordo di collaborazione triennale. Cosmopop in Europa e in Italia ha più storia di noi, ma ovviamente se pensiamo a Detroit abbiamo la stessa storia. Siamo due realtà molto importanti. Loro il 13 ottobre proporranno Connect con l’Awakenings, mentre noi rafforzeremo Movement.

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Di certo non è da tutti avere come ambasciatore Derrick May, uno dei fondatori della techno.

Certo. Lui ovviamente è presenza imprescindibile sia a FuturFestival sia a Movement. È a tutti gli effetti il nostro ambasciatore. Tra l’altro recentemente è stato protagonista del nuovo format La Stampa Futur Beats. In pratica un djset di un’ora di Derrick May al Parco Dora, esattamente nell’area del nuovo stage. Il tutto ripreso dalle telecamere di DanceTrippin, che poi ha trasmesso in streaming sulla sua piattaforma il video del dj set completo. Un djset dunque vero e originale, con un protagonista riconosciuto e in location non convenzionali. Attraverso un plug-in verrà ritrasmesso anche sul portale del quotidiano La Stampa, che quindi non si limita a patrocinare l’iniziativa ma la divulga. Un modo intelligente per attrarre un pubblico più giovane.


Spettacolo/kappa_beyer.jpgKappa sempre all’avanguardia, come procede il progetto europeo Monica 2020?

Procede nelle fasi di sperimentazione. È un progetto che va costantemente seguito, in quanto in continua evoluzione. Per quest’anno sarà ancora in una fase preliminare. La sperimentazione definitiva avverrà nel 2019. Quest’anno introdurremo due novità, in gergo “piloti”. Il primo sarà il test del wristband per tutto lo staff e per i vip. Il braccialetto avrà la tecnologia RFID già usata per il cashless, che permette attraverso onde elettromagnetiche la rilevazione automatica, massiva e a distanza delle persone. Questo ci permetterà di monitorare la mobilità e il diritto di ingresso o meno in certe zone del possessore del braccialetto. Questo bracciale andrà quindi a sostituire quello classico di carta e colorato che genera a volte confusione, evitando errori spesso causati dalla discrezionalità della security. Inoltre per quanto riguarda i nostri collaboratori il bracciale servirà per accertare le ore di lavoro senza approssimazioni e le integrerà ai dati necessari a perfezionare i singoli contratti. Questo a vantaggio dei lavoratori stessi, in quanto in questo modo sapremo la posizione di ogni lavoratore e la sua performance. Di conseguenza potremo premiare l’uomo e la donna che, in particolare nella somministrazione, avranno fatto la differenza. Per tornare al pubblico l’obiettivo finale è quello di abbinare il ticket e la card cashless nel wristband. A quel punto avremo controllo totale sugli ingressi, presidieremo la mobilità nelle aree del festival e semplificheremo l’esperienza unificando digital wallett e biglietto d’ingresso.

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Altra novità, in collaborazione con la Polizia Amministrativa, introdurremo nelle varie zone del festival delle telecamere termiche che misurano l’energia corporea ossia potremo monitorare il grado di aggregazione del pubblico, per migliorare anche in questo caso la mobilità, uno degli aspetti più importanti e critici per chi come noi organizza eventi del genere.


E continua anche il progetto di ecosostenibilità, con iniziative come TRASHed. Come procede?

La Movement Green è il progetto più rappresentativo del Kappa, che è molto strutturato. La stessa mobilità rientra nel canale della sostenibilità. E di conseguenza abbiamo messo a sistema la mobilità, consolidando accordi per arrivare e andare via dal festival, per renderla più sicura e sostenibile. Ad esempio abbiamo stretto accordi con oBike,  Flixbus, Aeroporto di Torino e i taxi torinesi.

TRASHed è un altro progetto della nostra linea green giunto al quinto anno, che valorizza la raccolta differenziata. Lo presenteremo a Edit il prossimo 29 giugno. La formula è quella rodata del gioco, dove il clubber raccoglie i rifiuti e viene premiato a secondo di quanto raccoglie. I premi vanno dalla bottiglietta d’acqua, passando per la t-shirt alla possibilità di vincere un ingresso vip per il Movement. Il progetto è consolidato anche nell’aspetto artistico, con 14 gli artisti che si stanno dedicando alla brandizzazione dei bidoni che poi verranno donati alle scuole di periferia per sensibilizzare in modo divertente al riciclaggio.

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Tra i tanti partner ce n’è uno imprescindibile, che è Pioneer, con la quale avete più attività?

Sempre presente Pioneer nella dotazione degli allestimenti delle console di Kappa e Movement, ma è con noi anche in termini di sviluppo della comunicazione. Infatti abbiamo in essere un progetto di cobranding. Stiamo infine lavorando per testare il loro nuovo soundsystem e capire se è utilizzabile per le nostre prossime iniziative. Pioneer è sicuramente uno dei nostri partner più consolidati e strategici.


Il Kappa è alle porte, ma già state lavorando su Movement. È Così?

Quest’anno per migliorare Movement Europe anticiperemo e unificheremo la due giorni in un weekend, che sarà il 12-13 di ottobre, mentre lo scorso anno l’avevamo spezzato in due serate. E inoltre lanceremo la one night di Halloween con un format nuovo. Stiamo già lavorando sulla location del Lingotto con degli allestimenti e aspetti scenografici per il Movement, che saranno rivoluzionari. Stiamo anche lavorando ad un “roat to”, una serie di appuntamenti di avvicinamento. Due in particolare sono già in calendario. Il primo sarà il 15 settembre a Goteborg per Movement Sweden e l’altro il 5 ottobre all’Aeroporto di Torino con il Sound Journey. Il primo sarà una club edition, speriamo solo il primo di una serie di appuntamenti itineranti per l’Europa. L’evento in aeroporto invece è la seconda edizione di un progetto pionieristico andato in scena a Caselle lo scorso ottobre, che il quotidiano La Stampa ha voluto promuovere con il suo nome. Del resto gli aeroporti sono i luoghi di maggiore frequentazione, contaminazione e incontro. Sono dei grandi hub di transizione, perfetti per la musica elettronica.

 

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